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Il Wushu – 中国武

Il termine cinese  “Zhong Guo Wu Shu” , indica letteralmente tutto quell’insieme di arti marziali che fanno parte della cultura cinese, infatti si traduce con “arti marziali cinesi”.

Il termine  Wushu nell’accezione oggi più diffusa, ossia dello sport che si è diffuso a livello globale nella sua forma più moderna e agonistica, comparve per la prima volta al momento della fondazione del Comitato di Preparazione della Federazione Internazionale di Arti Marziali cinesi nel 1985 a Xi’an.

La parola Kung fu, che in Cina indica una qualsiasi attività fatta bene e con precisione, arrivò in Europa per la prima volta circa 200 anni fa, per opera dei missionari francesi che si erano recati in Cina, ed indicava gli esercizi di Qi Gong  dei Taoisti cinesi.

Questo termine ebbe però maggior espansione in tutto il mondo solo negli anni ’60 e ’70 di questo secolo, grazie agli sforzi dell’atleta e attore Lee Xiaolong, comunemente conosciuto come Bruce Lee, che grazie ai suoi film e ai suoi studi delle arti marziali portò sotto i riflettori la cultura marziale cinese in un modo che fino a quel momento era stato solo un’utopia, a causa della chiusura culturale che la Cina aveva al tempo.

A partire dalla fine degli anni ’70, la Repubblica Popolare Cinese inviò una delegazione di atleti di massimo livello di Wushu in un tour mondiale di esibizioni, allo scopo di dar esempio e far conoscere all’Occidente la pratica del Wushu moderno sportivo.

Le esibizioni toccarono anche l’Italia nel 1980 e nel 1982.

Con l’apertura della Cina all’occidente negli anni ’80, molti praticanti di kung fu, impressionati dalle dimostrazioni viste direttamente o indirettamente, si recarono personalmente nella Repubblica Popolare Cinese ad apprendere il Wushu attingendo dalla fonte originale e dunque trasmisero a loro volta agli appassionati del proprio paese, contribuendo così alla prima divulgazione su scala mondiale del Wushu moderno sportivo.

Dalla metà degli anni ’80 le autorità cinesi, constatato l’enorme interesse che il Wushu andava suscitando in tutto il mondo, organizzarono corsi speciali per stranieri, e diedero l’opportunità ad atleti ed insegnanti cinesi di recarsi all’estero per insegnare questo sport.

A questa iniziativa seguirono anche una serie di pubblicazioni e filmati ufficiali divulgativi e didattici redatti nelle principali lingue occidentali, dedicati sia alla facilitazione dell’apprendimento ed alla diffusione del Wushu nel resto del mondo, sia alla standardizzazione dei fondamentali e delle forme da competizione in un contesto internazionale.

Fu grazie a questa nuova apertura culturale che il Wushu cominciò a diffondersi sempre di più nel mondo in tutti i suoi aspetti, sia negli aspetti più tradizionali di ricerca di salute fisica e mentale, sia negli aspetti più esterni di prestanza fisica e competizione agonistica.

Le tappe ufficiali della realizzazione del wushu come disciplina mondialmente riconosciuta hanno origine nel 1956 con l’istituzione a Pechino della China Wushu Association.

Nel 1985 si ebbe la  costituzione del Comitato Promotore della Federazione Mondiale del Wushu e, nel 1990, ci fu, a Pechino, la costituzione della International Wushu Federation – I.Wu.F.
Nel 1994 la I.Wu.F. viene riconosciuta dal G.A.I.S.F. – General Association International Sport Federation e nel 1999 il C.I.O. – Comitato Internazionale Olimpico –  riconosce in quale aderente la I.Wu.F.

Nel 1999 la I.Wu.F. aderì all’Association Recognized International Federation e nel 2002, con le parole del Presidente CIO Rogge: “il Wushu è benvenuto ad unirsi alla famiglia olimpica” è stato formalizzato il riconoscimento da parte del C.I.O. della I.Wu.F. quale Federazione Internazionale Olimpica.

Attualmente la I.Wu.F. conta 86 Federazioni Nazionali affiliate che rappresentano i cinque Continenti e si stima che i praticanti del Wushu nel mondo siano vicino ai 10 milioni, considerando che nella sola Cina vi sono oltre 12.000 scuole di wushu.

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